Archivio di analisi e riflessioni degli alunni di alcune sezioni del Liceo Laura Bassi: italiano, latino, storia
mercoledì 2 giugno 2021
mercoledì 24 marzo 2021
Valentina Zheng, 3A 2020-21 - La concezione del lavoro dal mondo antico al Medioevo (schema)
La concezione medievale del lavoro
Il lavoro nel Medioevo si fonda:
Sulla tradizione classica.
La cultura classica nutre uno spregio per l'attività manuale.
Il lavoro viene concepito come un occupazione che ha la funzione di rispondere alle esigenze dell'uomo e che distoglie dall'ozio.
Il lavoro manuale è solo per schiavi e servi.
Sugli insegnamenti biblici.
Nella cultura biblica:
C'è la condanna del Creatore per la disobbedienza di Adamo.
Oltre ad essere associato alla colpa originaria, il lavoro è considerato come una fatica necessaria che può diventare strumento di purificazione e penitenza, mezzo di riscatto e salvezza.
Il lavoro è elemento sia di dannazione sia di elevazione.
Sulla mentalità delle popolazioni germaniche.
La visione del lavoro presso le società barbariche:
Le uniche occupazioni degne di un uomo erano la guerra e la conquista di un bottino. Il lavoro manuale, come coltivare la terra, era solo per i servi.
Il lavoro è quindi, considerato come un'attività forzata che svilisce l'uomo.
Alto medioevo: la condanna del lavoro
Il lavoro manuale corrisponde all'attività rurale.
La società feudale è organizzata in 3 ordini: i contadini rappresentano la maggioranza della popolazione e dalla loro attività dipende la sopravvivenza dei nobili e degli ecclesiastici.
I lavoratori sono assoggettati al lavoro stesso (fatica)
Presso i monaci benedettini esiste l'espressione "ora et labora". Il lavoro è considerato come uno strumento di penitenza e mortificazione che può stemperare l'orgoglio umano.
L'economia agricola
Viene riorganizzata in curtes, aziende agricole con ampi terreni.
Esse erano proprietà di un dominus che assicurava il mantenimento dello status quo.
Le terre erano coltivate dai servi.
Alcuni piccoli appezzamenti terrieri venivano affidati ai massari, contadini liberi che, sotto la protezione del signore, gli assicuravano un canone, o ai servi che coltivavano la terra e che come ricompensa ottenevano una parte del raccolto.
A partire dell'XI:
I contadini possono pagare un riscatto che garantisce loro una maggiore libertà nei confronti del signore. Essi mantengono infatti solo gli obblighi di corvées e di pagamento del canone.
Vi fu anche una professionalizzazione del lavoro: se nei primi secoli dell'Alto Medioevo, il contadino doveva saper svolgere diversi compiti, successivamente si sviluppò sempre di più una specializzazione nelle attività artigianali, permettendo una maggiore mobilità sociale.
martedì 16 marzo 2021
Vittoria Anna Corciulo, 3A 2020-21: Federico II, "Stupor Mundi"
All'inizio del suo impero Federico II decise di rispettare le volontà di Papa Innocenzo III, cioè di tenere separate la corona di Germania e quella di Sicilia. Quando il Papa morì, però, Federico Il lasciò la corona di Germania a suo figlio Enrico e si fece incoronare imperatore dal successore di Innocenzo lll, Onorio lll. Quest'ultimo morì poco dopo e fu sostituito da Gregorio IX, che subito si rese conto del pericolo che rappresentava Federico II. Così decise di bandire una crociata per la Terra Santa e convinse lʼimperatore a guidarla. Federico II però non era realmente interessato a liberare Gerusalemme e continuò a rimandare la partenza. Il Papa, infastidito, lo scomunicò. Questo fu il primo scontro di Federico II con il papato.
Ma i veri interessi dellʼimperatore erano nellʼItalia Meridionale, specialmente nei territori ereditati da sua madre: il Regno di Sicilia. Il progetto di Federico II era quello di creare un regno unitario, eliminando le autonomie feudali e comunali concesse dai normanni.
Durante la realizzazione di questo progetto, fu comunque costretto da Gregorio IX a partire per una crociata, che tuttavia Federico II condusse con tolleranza e senza venire alle armi, accordandosi con il sultano dʼEgitto. Tornato in Italia, continuò il suo progetto di riordinamento del regno e emanò le Costituzioni Melfitane, un codice di leggi con il quale affermava che il suo potere di imperatore derivava dalla Divina Provvidenza.
Quando il sovrano volle applicare il suo progetto anche allʼItalia Settentrionale, però, si trovò in conflitto con i Comuni. Inizialmente revocò tutti i privilegi della pace di Costanza e, quando i Comuni si allearono con Gregorio IX nella lega guelfa per sconfiggerlo, li affrontò nella battaglia di Cortenuova e vinse. Allora fu scomunicato per la seconda volta da Gregorio IX.
Ma il culmine dello scontro con il papato avvenne dopo la morte di Gregorio IX, con il successore: Innocenzo IV. Il nuovo Papa scomunicò per la terza e ultima volta lʼimperatore e bandì
contro di lui una crociata, definendolo “lʼAnticristo”. In effetti, lʼimpero di Federico II finì quando Innocenzo IV decise di allearsi con i Comuni, i quali vennero poi appoggiati anche dai feudatari tedeschi.
Federico II durante il suo impero fu inoltre noto per la sua tolleranza religiosa e per la sua apertura culturale, qualità rare per un sovrano medievale. Diede molti esempi di tolleranza verso le minoranze religiose: per esempio, fece accordi con il sultano dʼEgitto e formò una guardia del corpo imperiale composta da Saraceni. Per quanto riguarda le sue vaste conoscenze culturali sappiamo che componeva canzoni e poesie ed ospitava nelle sue corti molti artisti e intellettuali come gli esponenti della Scuola Siciliana, la prima scuola della letteratura italiana.
domenica 14 marzo 2021
Sara Crispino, 5H 2021-22: La cavalla storna di Pascoli e il rapporto tra letteratura e giustizia
Nell'articolo Pascoli spiegato dai ragazzi, pubblicato sul quotidiano “La Repubblica” del 2012, l’autrice Melania Mazzucco spiega come...
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La conclusione dell'opera teatrale "Minnie la Candida" di Massimo Bontempelli è costituita da un terzo atto pieno di drammati...
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Possano perdonarmi gli Dei! Levo in alto le mie esili braccia, o Dei dell’Olimpo, affinché possiate aver compassione di questa povera fanc...







