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mercoledì 24 marzo 2021

Valentina Zheng, 3A 2020-21 - La concezione del lavoro dal mondo antico al Medioevo (schema)

 La concezione medievale del lavoro

Il lavoro nel Medioevo si fonda:

  1. Sulla tradizione classica.

La cultura classica nutre uno spregio per l'attività manuale.

  • Il lavoro viene concepito come un occupazione che ha la funzione di rispondere alle esigenze dell'uomo e che distoglie dall'ozio.

  • Il lavoro manuale è solo per schiavi e servi.


  1. Sugli insegnamenti biblici.

Nella cultura biblica:

C'è la condanna del Creatore per la disobbedienza di Adamo.

Oltre ad essere associato alla colpa originaria, il lavoro è considerato come una fatica necessaria che può diventare strumento di purificazione e penitenza, mezzo di riscatto e salvezza.

Il lavoro è elemento sia di dannazione sia di elevazione.


  1. Sulla mentalità delle popolazioni germaniche.

La visione del lavoro presso le società barbariche:

Le uniche occupazioni degne di un uomo erano la guerra e la conquista di un bottino. Il lavoro manuale, come coltivare la terra, era solo per i servi.


Il lavoro è quindi, considerato come un'attività forzata che svilisce l'uomo.


Alto medioevo: la condanna del lavoro

Il lavoro manuale corrisponde all'attività rurale.

  • La società feudale è organizzata in 3 ordini: i contadini rappresentano la maggioranza della popolazione e dalla loro attività dipende la sopravvivenza dei nobili e degli ecclesiastici.

  • I lavoratori sono assoggettati al lavoro stesso (fatica)

  • Presso i monaci benedettini esiste l'espressione "ora et labora". Il lavoro è considerato come uno strumento di penitenza e mortificazione che può stemperare l'orgoglio umano.


L'economia agricola 

  • Viene riorganizzata in curtes, aziende agricole con ampi terreni.

  • Esse erano proprietà di un dominus che assicurava il mantenimento dello status quo.

  • Le terre erano coltivate dai servi.

  • Alcuni piccoli appezzamenti terrieri venivano affidati ai massari, contadini liberi che, sotto la protezione del signore, gli assicuravano un canone, o ai servi che coltivavano la terra e che come ricompensa ottenevano una parte del raccolto.


A partire dell'XI:

  • I contadini possono pagare un riscatto che garantisce loro una maggiore libertà nei confronti del signore. Essi mantengono infatti solo gli obblighi di corvées e di pagamento del canone.

  • Vi fu anche una professionalizzazione del lavoro: se nei primi secoli dell'Alto Medioevo, il contadino doveva saper svolgere diversi compiti, successivamente si sviluppò sempre di più una specializzazione nelle attività artigianali, permettendo una maggiore mobilità sociale.

martedì 16 marzo 2021

Vittoria Anna Corciulo, 3A 2020-21: Federico II, "Stupor Mundi"


All'inizio del suo impero  Federico II decise di rispettare  le volontà di Papa Innocenzo  III, cioè di tenere separate la  corona di Germania e quella di  Sicilia. Quando il Papa morì,  però, Federico Il lasciò la  corona di Germania a suo figlio  Enrico e si fece incoronare  imperatore dal successore di  Innocenzo lll, Onorio lll.  Quest'ultimo morì poco dopo  e fu sostituito da Gregorio IX,  che subito si rese conto del  pericolo che rappresentava  Federico II. Così decise di  bandire una crociata per la  Terra Santa e convinse lʼimperatore a guidarla.  Federico II però non era  realmente interessato a liberare  Gerusalemme e continuò a  rimandare la partenza. Il Papa, infastidito, lo scomunicò.  Questo fu il primo scontro di  Federico II con il papato.

Ma i veri  interessi dellʼimperatore erano  nellʼItalia Meridionale,  specialmente nei territori  ereditati da sua madre: il  Regno di Sicilia. Il progetto di  Federico II era quello di creare  un regno unitario, eliminando  le autonomie feudali e  comunali concesse dai  normanni. 

Durante la  realizzazione di questo  progetto, fu comunque costretto da  Gregorio IX a partire per una  crociata, che tuttavia Federico II condusse con  tolleranza e senza venire alle  armi, accordandosi con il  sultano dʼEgitto. Tornato in Italia, continuò il suo progetto di  riordinamento del regno e  emanò le Costituzioni  Melfitane, un codice di leggi  con il quale affermava che il suo  potere di  imperatore derivava dalla Divina Provvidenza.

Quando il sovrano volle  applicare il suo progetto anche  allʼItalia Settentrionale, però, si trovò  in conflitto con i Comuni.  Inizialmente revocò tutti i  privilegi della pace di  Costanza e, quando i Comuni si  allearono con Gregorio IX nella  lega guelfa per sconfiggerlo, li  affrontò nella battaglia di  Cortenuova e vinse. Allora fu  scomunicato per la seconda  volta da Gregorio IX. 

Ma il  culmine dello scontro con il  papato avvenne dopo la morte  di Gregorio IX, con il  successore: Innocenzo IV. Il  nuovo Papa scomunicò per la  terza e ultima volta  lʼimperatore e bandì
contro di  lui una crociata, definendolo  “lʼAnticristo”. In effetti, lʼimpero di  Federico II finì quando  Innocenzo IV decise di allearsi  con i Comuni, i quali vennero  poi appoggiati anche dai  feudatari tedeschi.

Federico II durante il suo  impero fu inoltre noto per la sua  tolleranza religiosa e per la sua apertura  culturale, qualità rare per un  sovrano medievale. Diede  molti esempi di tolleranza  verso le minoranze religiose:  per esempio, fece accordi con  il sultano dʼEgitto e formò una  guardia del corpo imperiale  composta da Saraceni. Per  quanto riguarda le sue vaste  conoscenze culturali sappiamo  che componeva canzoni e  poesie ed ospitava nelle sue  corti molti artisti e intellettuali  come gli esponenti della  Scuola Siciliana, la prima  scuola della letteratura italiana.


Sara Pagnozzi, 3A 2020-21: Il lavoro femminile nel Medioevo

Sara Crispino, 5H 2021-22: La cavalla storna di Pascoli e il rapporto tra letteratura e giustizia

Nell'articolo Pascoli spiegato dai ragazzi,  pubblicato sul quotidiano “La Repubblica” del 2012, l’autrice Melania Mazzucco spiega come...