All'inizio del suo impero Federico II decise di rispettare le volontà di Papa Innocenzo III, cioè di tenere separate la corona di Germania e quella di Sicilia. Quando il Papa morì, però, Federico Il lasciò la corona di Germania a suo figlio Enrico e si fece incoronare imperatore dal successore di Innocenzo lll, Onorio lll. Quest'ultimo morì poco dopo e fu sostituito da Gregorio IX, che subito si rese conto del pericolo che rappresentava Federico II. Così decise di bandire una crociata per la Terra Santa e convinse lʼimperatore a guidarla. Federico II però non era realmente interessato a liberare Gerusalemme e continuò a rimandare la partenza. Il Papa, infastidito, lo scomunicò. Questo fu il primo scontro di Federico II con il papato.
Ma i veri interessi dellʼimperatore erano nellʼItalia Meridionale, specialmente nei territori ereditati da sua madre: il Regno di Sicilia. Il progetto di Federico II era quello di creare un regno unitario, eliminando le autonomie feudali e comunali concesse dai normanni.
Durante la realizzazione di questo progetto, fu comunque costretto da Gregorio IX a partire per una crociata, che tuttavia Federico II condusse con tolleranza e senza venire alle armi, accordandosi con il sultano dʼEgitto. Tornato in Italia, continuò il suo progetto di riordinamento del regno e emanò le Costituzioni Melfitane, un codice di leggi con il quale affermava che il suo potere di imperatore derivava dalla Divina Provvidenza.
Quando il sovrano volle applicare il suo progetto anche allʼItalia Settentrionale, però, si trovò in conflitto con i Comuni. Inizialmente revocò tutti i privilegi della pace di Costanza e, quando i Comuni si allearono con Gregorio IX nella lega guelfa per sconfiggerlo, li affrontò nella battaglia di Cortenuova e vinse. Allora fu scomunicato per la seconda volta da Gregorio IX.
Ma il culmine dello scontro con il papato avvenne dopo la morte di Gregorio IX, con il successore: Innocenzo IV. Il nuovo Papa scomunicò per la terza e ultima volta lʼimperatore e bandì
contro di lui una crociata, definendolo “lʼAnticristo”. In effetti, lʼimpero di Federico II finì quando Innocenzo IV decise di allearsi con i Comuni, i quali vennero poi appoggiati anche dai feudatari tedeschi.
Federico II durante il suo impero fu inoltre noto per la sua tolleranza religiosa e per la sua apertura culturale, qualità rare per un sovrano medievale. Diede molti esempi di tolleranza verso le minoranze religiose: per esempio, fece accordi con il sultano dʼEgitto e formò una guardia del corpo imperiale composta da Saraceni. Per quanto riguarda le sue vaste conoscenze culturali sappiamo che componeva canzoni e poesie ed ospitava nelle sue corti molti artisti e intellettuali come gli esponenti della Scuola Siciliana, la prima scuola della letteratura italiana.
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