sabato 8 gennaio 2022

A.S. Stabile, 5H 2021-22: Le donne e i bambini davanti alla guerra. Riflessione intorno ai romanzi Il sentiero dei nidi di ragno di Calvino e La ciociara di Moravia

<Senza quel dolore di Rosetta, a Roma non ci sarebbero arrivate le due donne senza colpa che ne erano partite un anno prima, bensì una ladra e una prostituta, quali, appunto, attraverso la guerra e a causa della guerra, erano diventate.>


Questa frase tratta dal libro La ciociara di Moravia, riassume brevemente come la guerra possa cambiare la vita di due donne entrambe forti e indipendenti, costrette a mutare abitudini e ad andare oltre ai principi morali pur di sopravvivere. 

Nel libro La ciociara la guerra è raccontata dal punto di vista di due donne, madre e figlia, costrette a lasciare Roma a causa dei bombardamenti e a rifugiarsi in Ciociaria. Nel corso del romanzo assistiamo ad un progressivo cambiamento delle due donne che, da “ignoranti” e ingenue, diventano scaltre e furbe, a causa delle conseguenze portate dalla guerra, quali carestia, povertà e criminalità. 

Se già prima della guerra le donne non godevano di una piena libertà perché sempre assoggettate al marito o alla famiglia ed erano spesso oggettificate e non in grado di compiere le stesse azioni di un uomo, con la guerra la condizione femminile non è certamente migliorata. 

Durante i conflitti le donne venivano e vengono tutt’ora spesso considerate come bottino di guerra, trattate come oggetti, come serve o prostitute da parte dei soldati. Nel romanzo viene appunto descritta la scena in cui Cesira e Rosetta vengono violentate dai soldati turchi, trattate senza rispetto in un luogo sacro come se fossero prive di sentimenti. Questo è sicuramente uno dei punti più intensi e importanti del libro, ed è il momento in cui due donne rispettabili e di sani principi si trasformano in qualcosa di completamente diverso, diventano dure, insensibili, simili a degli animali senza principi e valori, tanto che Cesira alla vista di un cadavere lo deruba e scappa con la figlia, mentre Rosetta diventa una prostituta.

Un altro evento significativo avviene quando due soldati fascisti arrivano nella casa dei contadini dove erano ospiti le due donne, alla ricerca dei figli della padrona di casa, scappati per evitare il servizio militare. La donna promette ai soldati di portare Rosetta alla caserma in modo che possano usarla per compiere le faccende domestiche come una serva, in cambio della vita dei suoi figli.

La guerra, insomma, rende le persone egoiste e diffidenti, in grado solo di pensare al proprio bene, spesso penalizzando gli altri. Nel romanzo La ciociara in molte occasioni si può notare come questo avvenga con facilità, soprattutto nei momenti più difficili in cui è necessario un aiuto esterno da parte di qualcuno e quest’ultimo viene a mancare perché per timore o per codardia sceglie di pensare solo a se stesso, senza immaginare una situazione in cui è lui ad aver bisogno di aiuto.

Durante la guerra è necessario restare uniti, aiutarsi a vicenda e combattere insieme, ma proprio a causa dei conflitti invece le persone si allontanano sempre di più cercando di proteggere il poco che resta loro, e tutti diventano nemici di tutti, poiché la paura è più forte della compassione e della generosità.  

Al contrario, nel libro Il sentiero dei nidi di ragno vediamo la guerra dalla prospettiva di un bambino, Pin, un orfano che vive con la sorella prostituta e passa il tempo all’osteria cantando e parlando con uomini adulti. In questo romanzo attraverso il racconto delle avventure di Pin incontriamo le figure dei partigiani, non soldati di professione, ma uomini provenienti da ogni settore della società e pronti a morire e sacrificarsi per la libertà o per aiutare un compagno. I partigiani infatti accolgono subito Pin come se fosse uno di loro, facendolo sentire utile e parte di un gruppo. Anche in questo libro assistiamo agli orrori della guerra come sparatorie, bombardamenti e combattimenti, anche se in modo diverso. Infatti dalla descrizione dell’autore noi possiamo solo sentire i rumori e immaginare quello che sta succedendo, proprio perché assistiamo alle vicende dal punto di vista di Pin che, essendo ancora un bambino, non viene portato direttamente sul campo di battaglia. Lui vive la guerra come una cosa bella e divertente, non ne comprende appieno l’importanza e quanto in realtà sia pericolosa: vuole sentirsi grande ed essere un uomo come gli adulti che frequenta all’osteria; infatti per esempio vede le armi come oggetti di grande bellezza e di cui vantarsi e non come degli strumenti di morte. 

Anche qui incontriamo un paio di figure femminili, la sorella di Pin e La Giglia moglie di uno dei partigiani, ed entrambe vengono descritte come prive di intelletto e come delle prostitute o come donne che hanno più di una relazione alla volta. Anche loro sono quasi completamente estranee alla guerra e non partecipano alle azioni, anche se La Giglia, essendo la moglie di uno dei partigiani, partecipa alle discussioni insieme agli uomini. 

Anche in questo libro da alcune frasi dei personaggi possiamo capire che le donne non erano ben accette nel gruppo di partigiani, probabilmente perché viste come una distrazione dalla loro missione; inoltre avere delle donne e dei bambini in battaglia si diceva che portasse sfortuna.  

In conclusione, le donne erano considerate non abbastanza intelligenti per comprendere le motivazioni della guerra, non venivano informate sui fatti importanti e dovevano solamente continuare ad occuparsi della casa e della famiglia come se la guerra non ci fosse.

I bambini a volte sono abbastanza intelligenti da comprendere quello che gli sta succedendo intorno, come Pin capiscono ma non percepiscono il pericolo degli avvenimenti a cui assistono. Per esempio, durante un dialogo tra Pin e il Cugino, quest’ultimo gli dice che sono sette anni che cammina ininterrottamente e che dorme con le scarpe ai piedi senza mai toglierle e il bambino, ovviamente non capendo i reali motivi delle azioni del Cugino, risponde con una battuta.

In conclusione, Pin, come tutti i bambini, durante la guerra viene privato della sua infanzia, perché invece di passare questo periodo della vita spensierato e libero di giocare e divertirsi, è costretto a diventare uomo troppo presto, a dover imparare ad occuparsi di se stesso da solo per sopravvivere, senza avere nessuno a cui fare riferimento.

La guerra, dunque, non si combatte solo sul fronte e non è combattuta, vinta o persa solo dai soldati ma anche dai civili, dalle donne e dai bambini che rimangono nelle città e sono costretti a sopravvivere in condizioni estreme a causa di carestie, epidemie e bombardamenti. I veri eroi non sono solo quelli che tornano dalla guerra, ma anche coloro che sono costretti a fuggire, a lasciare la loro casa per cercare di salvarsi la vita andando in contro a un futuro incerto e difficile. 

Spesso durante le guerre accade che molte donne perdono i loro diritti, non vengono più rispettate o trattate da esseri umani, sono considerate un bottino e molti credono di potersi approfittare di loro come se non avessero anima o sentimenti, ma non è così. Molte donne forti hanno combattuto fino alla morte per liberarsi da questa condizione e avere riconosciuti dei diritti, e tutto questo non può venir meno o essere dimenticato a causa di una guerra.

Le donne e i bambini vengono spesso non presi in considerazione durante i conflitti, anche se in realtà sono loro le principali vittime, strappati dalle loro case e dalle loro vite, al punto che su di loro si scatenano ritorsioni e vendette, mentre gli uomini sono al fronte a combattere per una patria che li ha portati alla guerra. 

I bambini, che dovrebbero solo pensare a giocare spensierati, sono costretti a rinunciare alla loro infanzia pur di aver salva la vita e vivranno sempre con dei ricordi spaventosi di quel periodo; sono anche costretti a maturare e diventare adulti più in fretta per provvedere alla famiglia a causa dell’assenza dei genitori.

La guerra ha messo alla prova moltissime persone, e in particolare le donne sono riuscite a dimostrare il loro valore, hanno capito di essere forti, in grado di proteggersi e di provvedere a tutto da sole, ma soprattutto hanno dimostrato al mondo e a loro stesse che non hanno bisogno di un uomo per vivere.


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