In Provenza, un tempo vissero due nobili cavalieri, Guglielmo Rossiglione e Guglielmo Guardastagno, entrambi signori di castelli e vassalli.
I due erano grandi amici, ma nonostante ciò Guglielmo Guardastagno si innamorò della bellissima moglie dell'altro. Egli, pur di vederla, trovava mille pretesti per presentarsi a casa di Rossiglione e nel mentre, cercava in tutti i modi di far capire il proprio interesse alla donna.
Quando lei lo capì, cominciò a guardare l'uomo con occhi diversi, finendo per innamorarsene perdutamente.
I due iniziarono quindi, oltre che una relazione sentimentale, anche una relazione fisica provocata dalla passione. Questo però, non li fece essere abbastanza prudenti e Rossiglione li scoprì.
Avendo subito un doppio tradimento, l'affetto che provava per l'amico si tramutò presto in odio, ma non lo diede a vedere, poiché aveva già deciso di vendicarsi, uccidendolo.
Il suo piano di vendetta poté attuarsi quando venne bandito un torneo: invitò Guardastagno a cenare a casa sua il giorno seguente per discutere sul partecipare o meno al torneo.
Rossiglione sapeva che Guardastagno sarebbe dovuto passare per forza per un bosco per arrivare, così gli tese un'imboscata lì e lo uccise; poi gli strappò a mani nude il cuore dal petto, portandolo al suo castello.
Fece cucinare il cuore al suo cuoco e a cena lo fece servire alla moglie su un piatto d'argento, e dichiarando di non avere molta fame, lo fece mangiare tutto alla moglie. A fine pasto, le rivelò che aveva scoperto del tradimento e che il cuore che aveva appena mangiato era quello del suo amato Guglielmo Guardastagno. A quelle parole, la donna, disperata per il dolore, decise di suicidarsi, buttandosi dalla finestra.
Spaventato per quello che avrebbe potuto fargli il conte della Provenza, Rossiglione fuggì e i corpi dei due amanti vennero sepolti insieme.
Questa novella fa parte della IV giornata del Decameron, che ha come tema principale l'amore.
Questo è un amore adulterino tra la moglie di Guglielmo Rossiglione e l'amico di quest'ultimo, Guglielmo Guardastagno.
La donna è vittima della pressione maschile del marito, poiché all'epoca, i matrimoni erano combinati, di conseguenza una ragazza non poteva scegliere di sposare l'uomo di cui era realmente innamorata, ma doveva rispettare le regole della società.
Attraverso l'amore che prova per Guglielmo Guardastagno, per la prima volta la donna è libera di scegliere, arrivando anche ad affermare la sua volontà (quella di stare con il suo amato) anche con l'atto più estremo possibile, il suicidio.
Alla fine, comunque, ottiene ciò che voleva. Guardastagno e la donna non sono potuti stare insieme in vita, ma essendo stati seppelliti insieme, potranno rimanerlo per l’eternità.
Personaggio centrale della novella è Guglielmo Rossiglione che, portando rancore per il tradimento subito, medita vendetta.
Questa vendetta viene infine realizzata, culminando con le scene macabre e sadiche, prima di Rossiglione che strappa il cuore all'ormai ex amico con le proprie mani e successivamente che lo fa cucinare, dandolo poi da mangiare alla moglie, che, inizialmente ignara di tutto, si suicida in seguito per la disperazione.
Concludo notando che la vicenda ricorda dice il proverbio: "la vendetta va servita fredda e su un piatto d'argento": Infatti, Rossiglione ha meditato per lungo tempo la sua vendetta, servendo poi il cuore del rivale proprio su un piatto d'argento alla moglie.
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