Teodolinda è una donna altolocata di cui si innamora un servitore del re Agiululfo, che è invece di bassa condizione sociale.
Quest’ultimo nota che il marito della ragazza si reca nella stanza da letto, facendosi luce con una torcia, sempre alla medesima ora e sempre con indosso gli stessi vestiti (mantello nero). Usa queste informazioni a suo favore: si fa trovare nella camera dei due coniugi poco prima e seduce la regina. Poco dopo, data la domanda della regina al vero re su come mai fosse tornato, questi capisce il tradimento.
L’uomo non si arrabbia, ma corre subito nel dormitorio dei servi e nota che fra loro ce n'è uno molto emozionato e agitato, dato che il suo cuore ha battito accelerato. Punisce il servo semplicemente tagliandogli una ciocca di capelli, per far sì da poterlo poi riconoscere in futuro, ma durante la notte, il ragazzo astuto taglia una ciocca di capelli anche a tutti gli altri, non venendo poi mai scoperto.
L’aspetto sottolineato in questa novella è che il servo non solo può contrapporsi al re sul piano erotico, ma anche su quello dell’intelligenza, dell’ingegno: lo stalliere riesce non solo ad arrivare al suo obbiettivo, quello di poter intrattenersi con la regina, ma anche a sfuggire alla vendetta da parte del vero coniuge della donna. In termini generali sembra che il servo sia addirittura superiore al suo stesso signore, semplicemente perché gli appartiene una caratteristica intellettuale importante per Boccaccio.
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