Le figure diaboliche del romanzo Il Maestro e Margherita
Il Maestro e Margherita è il romanzo della vita dello scrittore russo Michail Bulgakov e fu scritto negli anni ‘20 del secolo passato. Impiegò, però, 25 anni prima di completarlo. La sua pubblicazione avvenne molti anni dopo.
Il racconto si sviluppa su molti piani e possiamo suddividerlo in due parti principali: solo nella seconda metà compaiono i protagonisti che danno nome al titolo.
La prima parte del libro comincia con una conversazione filosofica tra due personaggi: Michail Aleksandrovic Berlioz, il direttore di un’importante associazione letteraria russa chiamata Massolit, e un uomo dai capelli rossicci, il poeta Ivan Nicolaevic. I due, in una calda sera di maggio, si incontrano di fronte allo stagno di un famoso parco di Mosca e si confrontano per quanto riguarda pensieri filosofici e storico- religiosi: infatti, Berlioz critica il poeta perché, nel romanzo che gli aveva commissionato, egli aveva scritto cose negative sulla figura di Gesù, ma nessuna che negasse la sua esistenza. Entrambi, infatti, partecipano di quella temperie culturale sovietica, di cui l’ateismo è uno dei punti più importanti. Il direttore Berlioz critica quindi l’impianto del romanzo, che non deve contenere tracce dell’esistenza di Gesù, contrariamente a quanto traspare. Nicolaevic, suo malgrado, sembra cedere all’incalzare di Berlioz, il quale afferma che non esiste nessuno a scegliere il corso della vita degli uomini e che ogni essere umano sceglie per sé stesso il proprio destino e il proprio corso di vita. All’interessante conversazione si unisce un uomo, molto elegante, con un accento straniero: un uomo particolare agli occhi dei due interlocutori che non riescono a definirlo; egli si presenta come un consulente di nome Woland, esperto di magia nera. I tre uomini cominciano a discutere riguardo l’ateismo e la religione, e il nuovo arrivato sembra affermare la ferma convinzione in merito all’esistenza di Dio e di Gesù e parla di stravaganti aneddoti, come l’aver fatto colazione col filosofo Kant. Arriva a descrivere, con intensità, la condanna e l’uccisione di Gesù, narrata da Ponzio Pilato, altro asse portante del romanzo di Bulgakov. Durante la conversazione, per sostenere l’impossibilità per ciascun uomo di costruire e presiedere al proprio destino, predice, come esempio, l’imminente morte del direttore Berlioz. Il direttore scappa spaventato, finendo, così, per realizzare la profezia del mago: egli viene, infatti, travolto e decapitato dalla conducente del tram dopo esser scivolato sull’olio rovesciato da tale Annuska, come aveva drammaticamente predetto Woland.
Da qui si può dire che iniziano le vicende del soggiorno a Mosca del satanico Woland e della sua combriccola altrettanto demoniaca.
Il poeta Nikolaevi’c, dopo aver assistito alla spaventosa morte di Berlioz, insegue il mago per le vie di Mosca finendo, mezzo nudo e in preda a una crisi di nervi, al ristorante della Massolit. Invece di essere ascoltato, viene ricoverato in un manicomio con la diagnosi di schizofrenia.
A questo punto accadono molteplici vicende che stravolgono la quotidianità a Mosca, tra cui la presenza di Woland e dei suoi aiutanti nell’appartamento di Berlioz e uno spettacolo messo in scena da loro stessi, in cui avvengono moltissimi fatti strani e incredibili.
Il personaggio di Woland è in realtà Satana e i suoi compagni sono figure diaboliche.
Nel frattempo, durante la sua permanenza in manicomio, Ivan, il poeta, incontra il personaggio che dà il titolo al romanzo e apre la seconda parte del racconto: “il maestro”, di cui non si conosce mai il nome. Il Maestro aveva scritto un romanzo su Ponzio Pilato che ricalca la descrizione “di persona” di Woland. I due, il Maestro e il poeta, entrano in confidenza e il Maestro racconta al compagno del suo romanzo e del suo amore verso Margherita, l’altra protagonista.
La storia d’amore tra Margherita e il maestro è, infatti, un altro punto fondamentale della seconda parte del libro. Il maestro viene ricoverato dopo essere impazzito a causa delle critiche e persecuzioni fatte a lui e al suo romanzo.
Margherita, dopo averne perse le tracce, riprende le speranze di ritornare col suo amato, quando Azazello, sicario e aiutante di Woland, le propone di diventare strega e regina della notte di Satana, nella quale tutti i condannati degli inferi riemergono in una festa meravigliosa, in cambio della possibilità di esprimere al diavolo un qualsiasi desiderio. Così Margherita pensa subito al suo amato Maestro e accetta e, dopo essersi cosparsa con un magico unguento, partecipa alla notte infernale che si tiene nell’appartamento occupato da Woland, alla fine della quale si ritrova con il diavolo, pronto a soddisfare la sua richiesta. Margherita chiede, quindi, che il suo amato venga salvato e che insieme possano riavere la loro vecchia vita. Finalmente, i due amanti si rincontrano e tornano a vivere nel seminterrato appartenente al maestro, dove egli riesce a finire il suo romanzo.
Successivamente, Azazello torna da loro con la scusa di salutarli, ma li avvelena mortalmente. A questo punto i due pensano di essere stati ingannati, ma le loro anime vengono invitate ad unirsi a Woland, che abbandona la città di Mosca, e viaggiano seguendo un percorso, durante il quale i personaggi diabolici riassumono le loro antiche sembianze. Da questo momento, le anime dei due amanti possono vivere insieme in pace per l’eternità.
Il romanzo di Bulgakov è dunque pienamente incentrato sulla rappresentazione del diavolo, che nel corso della storia della letteratura ha subito diversi cambiamenti, passando dall’essere descritto con caratteristiche animalesche e come poco intelligente, ad essere associato ad un essere umano elegante, come nel caso di Woland, sofisticato e del tutto partecipe della società, a riprova del fatto che il diavolo può essere ovunque.
In effetti, il personaggio di Woland, ovvero Satana, è un uomo dall’aspetto strano: molto alto, dalle spalle strette e incredibilmente magro; inoltre, ha spesso un’espressione maliziosa ed inquietante.
Nel corso del racconto vengono menzionate altre figure diaboliche, cioè i fedelissimi compagni di Woland, ovvero: Azazello, Behemoth, Fagotto, Hella e Abadonna.
Korovoev, chiamato anche Fagotto, è il maggiordomo di Woland, con sembianze da vagabondo e indossa un paio di occhiali con le lenti inutili. Questo personaggio incontra il poeta Nicolaevic, subito dopo la morte di Berlioz, e si prende gioco di lui fingendo di non sapere chi sia Woland
Behemoth è invece un gatto nero, grosso come un maiale e con baffi da cavalleggero, che spesso cammina con le zampe posteriori. Ha un bel portamento e comportamenti umani: proprio per questo colpisce particolarmente il poeta Ivan e attira molto spesso l'attenzione.
Azazello, infine, è l’aiutante del diavolo più importante e significativo. è un uomo di bassa statura ma con le spalle larghe e con i capelli rossi. Ha uno stile stravagante, perché indossa spesso capi a quadretti, e le sue particolarità sono un leucoma sull’occhio e una zanna che gli spunta dai capelli. Ha un’espressione molto minacciosa e, proprio per questa caratteristica, riesce ad intimidire le persone.
Anche Abadonna è un servo di Woland: è il signore della guerra, dall’aspetto di un uomo molto magro, che indossa degli occhiali scuri.
Infine, Hella è una strega che occupa il ruolo di serva, ha gli occhi verdi ed è furba e attenta.
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