lunedì 17 maggio 2021

Sara Pagnozzi, 3A 2020-21: Stranieri e Barbari

STRANIERI E “BARBARI”: CULTURE ALLO SPECCHIO

Alle radici dell’etnocentrismo

Fin dalle sue origini, il mondo occidentale ha definito la propria identità attraverso il confronto, talvolta lo scontro, con popoli avvertiti come “diversi” ed estranei, caratterizzati da costumi e tradizioni differenti. 

  • Già gli antichi Greci svilupparono un atteggiamento etnocentrico, fondato cioè sul presupposto della centralità della propria cultura rispetto alle altre, giudicate inferiori in quanto distanti dalla propria idea di civiltà e di progresso. 

  • Barbari→ parola di origine onomatopeica che indicava tutti coloro parlavano lingue straniere incomprensibili, percepite come un indistinto balbettio.

  • Il termine, coniato dai Greci, assunse una connotazione spregiativa in età classica, a indicare popoli estranei alle tradizioni e alla civiltà greca e ritenuti perciò rozzi e incivili.


Gli Egizi: un mondo alla rovescia

Nel V secolo a.C., lo storico greco Erodoto descrive usi e costumi degli Egizi, evidenziando le differenze e considerandone le peculiarità come bizzarre deviazioni dalla norma:

  • le donne vanno al mercato e praticano il commercio, mentre gli uomini rimangono a casa e tessono;

  • gli uomini portano i carichi sulla testa, le donne sulle spalle; 

  • i sacerdoti degli dei, invece di farsi crescere la chioma, se la tagliano;

  • in occasione di qualche morte, questi si lasciano crescere capelli e barba;

  • vivono con gli animali e chi vive di grano e di orzio gode di pessima reputazione.


Civiltà e barbarie

GRECI   ↔   BARBARI

     ↓                     ↓

civiltà      arretratezza

La superiorità Greca fu sostenuta con argomentazioni di vario tipo:

  • superiorità naturale → nel V secolo a.C. il medico Ippocrate affermava che i Greci eccellono in virtù fisiche e morali, essendo immuni dagli eccessi negativi degli altri popoli.

  • superiorità politica→ legata alla rivendicazione della libertà delle poleis greche rispetto ai popoli orientali, ritenuti servi di regimi monarchici. La contrapposizione tra Greci e barbari venne a coincidere con l'antitesi tra popoli liberi e popoli schiavi. 

  • superiorità culturale


Roma, fra tradizionalismo e apertura

  • La cultura romana è segnata fin dai suoi esordi dalla tendenza ad assimilare etnie e culture diverse tra loro, osservate spesso con un atteggiamento di maggiore tolleranza, che non esclude tuttavia la volontà di dominio. 

  • I Romani in genere non ostacolarono la permanenza degli usi e delle strutture sociali preesistenti, riprendendo anzi dai popoli assoggettati molti elementi culturali→ come avvenne durante la conquista della Grecia: “Graecia capta ferum victorem cepit et artis/ intulit agresti Latio”.



Il Galata morente

La scultura è una copia romana di un originale di età ellenistica. La raffigurazione del guerriero con pathos e con una sentita partecipazione emotiva è segno di un mutamento nella percezione del barbaro, a cui si riconoscono ora fierezza e umanità.


Galli e Germani, tra ostilità e idealizzazione

  • Nell’età repubblicana, l’attenzione degli storici romani si concentrò soprattutto sulle popolazioni celtiche, viste come prototipo del barbaro ostile, violento e assennato di sangue→ De bello Gallico di Cesare

  • Dopo la conquista della Gallia, il timore dei barbari fu associato ai Germani. Questi rappresentavano l’antitesi dell’ordinata civiltà romana e vennero considerati alla stregua di belve feroci, sregolati e quindi selvaggi→ la Germania dello storico Tacito ne offre un’immagine ambigua: erano rozzi, ma, allo stesso tempo, immuni dai vizi e dalla corruzione morale della Roma imperiale. 

L’idealizzazione delle popolazioni primitive si trasformerà nel tempo in un topos ricorrente: nel XVIII secolo il filosofo Rousseau teorizzò il cosiddetto “mito del buon selvaggio”, per cui la perfetta felicità è possibile per l’uomo solo nello stato di natura.


La purezza morale dei Germani

Nella Germania Tacito, trattando dei costumi matrimoniali sottolinea la contrapposizione tra la purezza morale dei Germani e la corruzione della Roma a suo tempo. 

  • Pochissime volte si verificano casi di adulterio, la cui punizione è immediata e affidata al marito (punizione fisica e umiliazione).

  • Una giovane, che ha prostituito la sua onestà, non potrà più trovare marito.

  • Ritengono delitto limitare le nascite dei figli o sopprimere qualcuno dei figli nati dopo il primo; presso di loro i buoni costumi hanno un grandissimo valore. 


OGGI La giustificazione dell’imperialismo 

Nell’età moderna, l’atteggiamento della civiltà occidentale nei confronti dei popoli ritenuti “diversi” resta a lungo fondato su presupposti etnocentrici e sul pregiudizio della superiorità culturale

  • Dalla conquista delle Americhe alle diverse forme di colonialismo europeo in Africa, in Asia e nelle Americhe fino al XX secolo, la storia ha riproposto violenze e soprusi giustificati ideologicamente con la contrapposizione tra civiltà e barbarie.

  • La civiltà europea ha teorizzato le legittimità e persino la necessità di assoggettare popolazioni ritenute inferiori.

  • La giustificazione delle forme di imperialismo occidentale venne riassunta dallo scrittore inglese Joseph R. Kipling, nella lirica The White Man’s Burden→  necessità di portare la civiltà tra i popoli selvaggi, anche attraverso l’uso delle armi.


Il relativismo culturale

Solo a partire dagli anni Trenta del XX secolo inizia a farsi strada, nell’ambito degli studi di antropologia, un’attenzione verso la varietà delle culture umane, ispirata da un atteggiamento relativista in campo culturale. 

  • Gli scambi e gli spostamenti hanno permesso una maggiore conoscenza dei costumi e della storia della civiltà, osservate nelle loro peculiarità specifiche→ tendenza ad abbandonare la costruzione di schemi culturali gerarchici e a riconoscere loro pari dignità

  • Alcuni studi etnografici, condotti durante il Novecento (Franz Boas, Edward Said), hanno consentito il riemergere di identità culturali soffocate da secoli di assoggettamento occidentale. 

  • L’intuizione che anche culture diverse dalla propria avessero una specifica dignità era presente già in alcuni autori classici→ lo storico greco Erodoto rivolge uno sguardo curioso e aperto anche sui barbari, pur mantenendo un’ottica etnocentrica. 


Globalizzazione e società multietnica

Il fenomeno della globalizzazione ha connesso come mai era accaduto in passato le diverse aree del pianeta→ le diverse culture sono entrate a far parte di un unico villaggio globale.

Qual è la considerazione che gli studiosi hanno del fenomeno della globalizzazione? 

  • Alcuni studiosi tendono a interpretare positivamente la tendenza all’ibridazione culturale→ convivenza tra popoli diversi;

  • Altri studiosi sottolineano il pericolo che la tendenza all’omologazione porti a una cancellazione delle specificità delle singole culture e l'imporsi del modello occidentale. 

Ancora oggi, lo scontro tra le diverse culture appare ben lontano dal risolversi e le sfide poste da una realtà sempre più multietnica inducono a comportamenti divergenti→ forme di intolleranza, ma anche posizioni di maggiore apertura e valorizzazione della diversità.

  • Occorre, dunque, passare dal multiculturalismo, inteso come coesistenza di culture diverse nel rispetto delle leggo formali dello Stato, a una più ampia prospettiva interculturale, che porti a un più aperto dialogo e a una effettiva condivisione di valori comuni tra le diverse etnie. 


L’altro in un mondo interculturale

L’altro è un breve saggio nel quale il giornalista e scrittore polacco Kapuscinski riflette sulla perdita di centralità del modello culturale europeo e sull’influsso della decolonizzazione e della globalizzazione sulle modalità di percezione dello straniero

  • Per cinque secoli l’Europa ha dominato il mondo, specialmente dal punto di vista culturale. Dunque, le relazioni delle popolazioni europee con gli altri sono sempre state sbilanciate a loro favore. 

  • Alla fine del XX secolo ha inizio il processo di decolonizzazione: due terzi della popolazione mondiale acquistano lo status di liberi cittadini.

  •  Oggi, le persone delle più svariate culture si incontrano in un pianeta sempre più popolato. La via dell’incontro tra popolazioni diverse è ancora costellata di numerosa difficoltà e di punti interrogativi, ma è aumentata la consapevolezza della presenza e importanze di tali culture, la coscienza del loro diritto di esistere e della peculiare identità di ciascuna di esse. 







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