OGGI
Nel 1791 Olympe de Gouges pubblica “nell’età delle rivoluzioni” la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina, preso in considerazione come il manifesto dell’uguaglianza tra i sessi. Un’altra figura importante è Mary Wollstonecraft che incolpa i maschi definendoli come prime cause della loro emarginazione.
Nell’800 vi è la protesta da parte di un gruppo di lavoratrici, le suffragette (suffragio). Le autorità risposero con metodi violenti e di repressione. Dalla prima guerra mondiale in poi inizia ad essere possibile il diritto di voto per le donne (in Italia nel 1946).
Negli anni Sessanta e Settanta del Novecento il movimento femminista inizia ad essere sempre più forte portando avanti numerose cause: battaglie per il divorzio avvalendosi di nuovi modi di vestire anche provocatori che sottolineano il voler la libertà di decisione sul proprio corpo, la diffusione dei metodi contraccettivi e l’interruzione della gravidanza.
Dopo aver raggiunto vari obiettivi, i movimenti femminili contemporanei si impegnano nella rivendicazione delle pari opportunità nel mondo del lavoro come anche nella rappresentanza politica (uguaglianza di trattamento tra i sessi). Nel mondo occidentale rimangono comunque diversi stereotipi e discriminazioni in particolare nell’uso del linguaggio e delle immagini: il corpo femminile viene spesso mostrato come merce affianco ad altre merci per invogliare l’acquisto per esempio. Nei Paesi in via di sviluppo invece la situazione è più drammatica perché vi sono ancora pratiche arcaiche crudeli nei confronti delle donne e delle bambine.
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