martedì 2 febbraio 2021

B. Monteleone, 3A 2020-21: Le crociate secondo Le Goff

 Individua nel testo di Le Goff quali erano i tre scopi principali delle crociate e spiega perché secondo l’autore non sono stati raggiunti. 


SCOPI DELLE CROCIATE 

Conquista dei Luoghi Santi, di Gerusalemme.  

Venire in aiuto dei Bizantini 

Unire la cristianità contro gli infedeli  



CAUSE DEL FALLIMENTO 

La tradizione cristiana del pellegrinaggio fu messa in causa. Inoltre la prima crociata portò un’ostilità violenta contro gli ebrei. 

Si aggravò sempre di più il conflitto e l’ostilità fra Greci e Latini 

Aumentano le rivalità tra i capi dei crociati, tra i tedeschi e i francesi, tra gli inglesi e i francesi. 

Poi vi sono anche delle rivalità sociali: tra ecclesiastici e laici e tra crociati occidentali e latino orientalizzati ( poilairs )


Secondo Jacques Le Goff, i tre scopi delle crociate non hanno avuto degli esiti positivi e perciò non sono stati raggiunti, poiché avrebbero avuto solo degli effetti illusori

  • il sapere orientale arriva in Occidente grazie ai pacifici scambi. 

  • Il punto d’arrivo di strade commerciali non furono più la Siria e la Palestina, perché la crociata ha portato ad una disorganizzazione le vie carovaniere terminati in Terra Santa. 

  • Le crociate vengono a costare molto ai loro promotori, poiché la cavalleria vi si è impoverita in uomini e in beni investendo il proprio denaro per l’equipaggiamento, per pagarsi il viaggio, il mantenimento. 

Inoltre uno degli esiti più negativi delle crociate è stata la messa in causa della tradizione Cristiana del Pellegrinaggio. 


Lo scopo delle crociate era quello di conquistare nuove terre uccidendo, che per i crociati non era nulla di sbagliato, anzi era qualcosa di giusto e perciò non classificabili come peccati poiché stavano facendo ciò in nome di Dio. 

Inoltre i crociati ottenevano l’indulgenza Plenaria, ovvero l’eliminazione di tutti i peccati, concessa dal Papa, così da incoraggiare il maggior numero di crociati. 


Per la pace di un paese e per la sua liberazione non vi è bisogno di uccidere, ma di trovare accordi nei quali entrambi i conflittuali possano tratta dei vantaggi, senza fare nessun tipo di guerra, che porta solo alla distruzione e alla malignità. 


Sara Crispino, 5H 2021-22: La cavalla storna di Pascoli e il rapporto tra letteratura e giustizia

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